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Amiga Walker

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Amiga Walker
computer
TipoPersonal computer
Paese d'origineGermania (bandiera) Germania
ProduttoreAmiga Technologies
Presentazione1996
Inizio venditaAnnullata
Esemplari prodotti3 prototipi[1]
CPUMotorola 68030
Frequenza40 MHz (prototipo 33 MHz)
ROM1 MB (Kickstart)
RAM di serie5 MB
RAM massima128 MB (prototipo 96 MB)
Drive incorporatiLettore di floppy 3,5"
Unità otticaLettore di CD-ROM 4x
Disco rigidoIDE da 1 GB (prototipo)
Porte2 seriali veloci, 2 parallele EPP, MIDI
SO di serieAmigaOS 3.2
ColorazioniNero
PredecessoreAmiga 1200

Amiga Walker è un personal computer fisso della famiglia Amiga presentato nel 1996 come prototipo funzionante, ma mai entrato in produzione a causa del fallimento della casa produttrice Amiga Technologies. Avrebbe dovuto essere il nuovo esponente della linea degli Amiga classici, basata sui processori Motorola 68k, che invece terminò definitivamente; il marchio tornò attivo solo qualche anno dopo, con l'AmigaOne.

Petro Tyschtschenko nel 2014

Il progetto nacque a cavallo tra il 1995 e il 1996[2]. La Commodore, storica produttrice dell'Amiga, era ormai fallita e Amiga Technologies, parte della tedesca Escom, l'aveva in parte rilevata e stava continuando a produrre gli ultimi modelli, Amiga 1200 e Amiga 4000T[3]. L'Amiga Technologies, guidata da Petro Tyschtschenko, capì che per rinvigorire il marchio avrebbe dovuto lanciare un nuovo modello, di capacità simili all'Amiga 4000, ma di costo simile all'Amiga 1200, più compatibile con la componentistica dei diffusi PC[3], pur mantenendo la compatibilità con la serie Amiga[2]. Questo avrebbe dovuto essere il primo Amiga interamente progettato e prodotto da Amiga Technologies[1].

In un'intervista l'azienda dichiarò che per tutte le componenti che non erano strettamente specifiche dell'Amiga, come le interfacce di I/O, si vollero utilizzare soluzioni più standard possibili, così da poter invece investire sui componenti e sulle caratteristiche proprie dì Amiga, come le capacità audio e video[1]. Non fu aggiornata l'architettura AGA per le interfacce, anche perché prima o poi sarebbe stata comunque sostituita[1]. Come microprocessore si scelse il Motorola 68030, nonostante fossero già diffusi dei 68k più potenti, solo per tenere bassi i costi; un 68030 a 40 MHz era comunque ritenuto un buon compromesso ed eventualmente si sarebbe potuta aggiungere una scheda acceleratrice[1].

Per il case del nuovo modello si scelse un'estetica curva e scura, molto insolita, che venne scherzosamente paragonata a un aspirapolvere a traino o al casco di Dart Fener[3]. Nell'intervista si dichiarò che l'intento era che il Walker apparisse nuovo, interessante, e integrabile con l'arredamento di diversi tipi di stanze, meglio di quanto facessero i tipici case a scatola grigia[1].

Il sistema era una base di fascia bassa, espandibile per modelli futuri. Si prevedeva che altri modelli di fascia alta avrebbero avuto altre caratteristiche, come la SCSI di serie[1].

Il computer, con il nome provvisorio di Walker (lett. "camminatore"), fu presentato alla fiera CeBIT del 1996[2]. Ne furono esposti tre prototipi funzionanti, due allo stand dell'Amiga Technologies e uno allo stand della Motorola, e tutti e tre eseguivano animazioni del software Scala[1]. L'uscita del Walker era prevista per settembre 1996, probabilmente a un prezzo inferiore ai 1000 $, che all'epoca sarebbe stato molto competitivo[2].

Walker era la maggiore novità attesa nel mondo Amiga, insieme ai futuri Power Amiga basati su PowerPC[4]. Avrebbe dato anche la possibilità, all'epoca interessante, di leggere i Video CD, una caratteristica che era ancora assente negli Amiga, fatta eccezione per i rari Amiga CD32 (già fuori produzione) attrezzati con FMVcard (full motion video)[4].

Tuttavia il progetto si arrestò per motivi finanziari; l'Escom in difficoltà tentò di vendere l'Amiga Technologies, ma la cosa non riuscì e portò l'azienda al fallimento. Con l'Escom scomparve il progetto del Walker e il possibile futuro dell'Amiga classico[2].

A prescindere dall'aspetto esteriore, che probabilmente era ancora da definire, se le caratteristiche tecniche del Walker avessero continuato la loro evoluzione, sarebbe potuto diventare un sistema notevole. Nella pratica però non è dato sapere se sarebbe stato un successo[5].

Nel fallimento dell'Escom, i due prototipi di Walker in suo possesso rimasero a Tyschtschenko. Uno dei due fu ceduto a Thendic-France, azienda che aveva costruito le schede madri dell'Amiga 1200, e poi finì a un privato[2]. L'altro fu ceduto da Tyschtschenko all'European Society for Computer Preservation (ESoCoP) a gennaio 2016. Al 2025 l'ESoCoP lo conserva ancora, mentre sostiene di aver perso le tracce del secondo prototipo, e di non averne mai avute del terzo prototipo, tanto da dubitare della sua esistenza[6] (come sopra citato, pare che all'epoca fu presentato dalla Motorola).

Caratteristiche

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L'aspetto esteriore del Walker è quello di un minitower nero, completamente diverso da un comune personal computer dell'epoca[7]. Il sistema è caratterizzato dalla flessibilità, essendo espandibile sia come RAM (fino a 96 MB, taglia notevole all'epoca), sia come interfacce e slot per schede, e presenta un po' di compatibilità con l'hardware per PC[2].

Il prototipo, che a posteriori è stato analizzato approfonditamente, ha caratteristiche inferiori a quelle che erano previste per la macchina definitiva, d'altronde doveva solo dimostrarne alcune funzionalità[6].

Le principali caratteristiche del prototipo preservato dall'ESoCoP sono le seguenti[6]:

Come software di sistema sono installati Kickstart v43.1B (datato 10 marzo 1996) e AmigaOS 3.2, che rappresentavano un passo avanti rispetto alle versioni già esistenti all'epoca[6].

I circuiti non standard, nel prototipo, sono realizzati con emulazione hardware su FPGA, basata su chip Xilinx Altera[6]. La tecnologia FPGA permetteva di modificare l'hardware in modo relativamente facile durante l'evoluzione dello sviluppo, ma rispetto ai circuiti fissi definitivi riduce la frequenza di clock e le prestazioni[5]. Il chip specifico del Walker ha nome in codice Toni e nella versione definitiva del computer si pensava di realizzarlo con tecnologia ASIC[6].

Il particolare case dalle linee curve era sperimentale e fabbricato con plastica sottile e fragile, probabilmente per consentire piccoli aggiustamenti in corso d'opera[6]. Anche la struttura interna è evidentemente provvisoria, realizzata con fogli di alluminio tagliati e forati, non ancora giunta all'ingegnerizzazione per la produzione[6]. La tastiera non è integrata, ma esterna, una novità nella linea Amiga per i modelli di fascia bassa[8]. L'alimentatore è lo standard dei PC[8].

Il messaggio di avvio

Il computer è funzionante, ma molte cose sono provvisorie, a cominciare dalla schermata di avvio, che nello stile minimale della Guru meditation avverte solo che è vietata la distribuzione[6]. La velocità del computer non è niente di straordinario, ma ciò è dovuto alle molte funzioni hardware realizzate provvisoriamente in FPGA, limitando anche la frequenza del microprocessore[6]. Interrogandolo con dei comuni software di diagnostica Amiga, il Walker viene identificato come un Amiga 1200 leggermente più potente[6]. La compatibilità con il software Amiga esistente si può ritenere sufficiente; il prototipo riesce a eseguire anche alcuni demo[5]. Nonostante le limitazioni hardware, alcune applicazioni grafiche funzionano bene[6].

Specifiche teoriche

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Le specifiche di serie dichiarate ufficialmente ai tempi della presentazione al CeBIT sono le seguenti[7] (non del tutto corrispondenti al prototipo, che ad es. va a 33 MHz):

  • Microprocessore Motorola 68030 a 40 MHz
  • 2 zoccoli SIMM per ospitare fino a 128 MB di RAM
  • Architettura AGA
  • Chip SuperIO per supporto dei drive per PC ad alta densità, gestione EIDE (4 dischi fissi), 2 seriali veloci, parallela EPP
  • Lettore di floppy interno da 880 kB
  • Nuovo bus di sistema, compatibile con i futuri Power Amiga, che consente l'installazione di espansioni PCI o Zorro
  • Lettore di CD-ROM ATAPI 4x
  • Disco fisso
  • 5 MB di RAM, di cui 1 MB di Chip RAM, espandibile a 2 MB, e 4 MB di Fast RAM
  • Particolare design della scheda madre, che permette di installare il Walker in un case tower semplicemente e senza spese aggiuntive (a parte il costo del case stesso). Ciò permette di aumentare gli slot e lo spazio per dischi fissi e CD-ROM.

Pur mantenendo i chip grafici AGA dei precedenti Amiga, il Walker avrebbe in teoria aumentato la velocità di accesso del microprocessore alla Chip RAM[9]. Si prevedeva inoltre che il microprocessore potesse variare tra il 68030 e il Motorola 68040[4].

La scheda madre avrebbe avuto anche un orologio con batteria tampone. La FPU Motorola 68882 si prevedeva opzionale[1].

Il connettore della scheda madre è composto fisicamente da due connettori di tipo PCI e rende il Walker molto più espandibile dell'Amiga 1200: non è dedicato solo al microprocessore come quelli dei precedenti Amiga, ma riporta tutti i segnali del sistema, video compreso. Teoricamente può connettere schede acceleratrici con Motorola 68060 o PowerPC (ne era già prevista una dell'Amiga Technologies), schede grafiche a 24 bit, schede MPEG o backplane. Il Walker si sarebbe potuto trasformare in un tower o minitower, molto più economicamente e facilmente di quanto si potesse con gli Amiga 1200 e 4000[9].

Le porte di comunicazione includono due seriali bufferizzate, molto rapide e adatte anche ai modem ISDN (all'epoca molto diffusi in Germania), due parallele con standard EPP (Enhanced Parallel Port), rapide e adatte ad esempio alle recenti stampanti Hewlett-Packard dell'epoca, e la porta MIDI, che rappresentava la vera novità sull'Amiga, fino ad allora superato dall'Atari ST solo nel campo musicale[9]. Le interfacce delle memorie di massa sono realizzate con componenti standard dei PC. La porta floppy era pensata per economici lettori da 1,44 MB ad alta densità per PC[9]. Le nuove interfacce non avrebbero dovuto rimpiazzare, ma aggiungersi a quelle seriale, parallela e floppy dell'Amiga classico, che dovevano rimanere per retrocompatibilità, comprese l'IDE e forse la PCMCIA[8].

Il connettore della tastiera esterna nei prototipi è il Mini-DIN come nell'Amiga 4000, ma nel modello definitivo si prevedeva di poter collegare anche le economiche tastiere dei PC[8].

Con AmigaOS 3.2 si prevedeva un notevole miglioramento del file system per i CD-ROM e l'eliminazione del limite massimo di 2 GB per la capacità dei dischi fissi. Il Kickstart doveva risiedere su una ROM da 1 MB[8].

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Amiga Magazine 77, p. 10.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Gervasini 2025, p. 101.
  3. 1 2 3 Gervasini 2025, p. 100.
  4. 1 2 3 MCmicrocomputer 164.
  5. 1 2 3 Gervasini 2025, p. 103.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Gervasini 2025, p. 102.
  7. 1 2 K 84.
  8. 1 2 3 4 5 Amiga Magazine 77, p. 12.
  9. 1 2 3 4 Amiga Magazine 77, p. 11.
  • Amiga Walker (JPG), in Amiga Magazine, anno 9, n. 77, Cinisello Balsamo, Gruppo Editoriale Jackson, aprile 1996, pp. 10-12, OCLC 955381984.
  • Il nuovo Amiga (JPG), in K, n. 84, Milano, RCS, maggio 1996, p. 119, ISSN 1122-1313 (WC · ACNP).
  • CD per l'estate! (JPG), in MCmicrocomputer, n. 164, Roma, Technimedia, luglio/agosto 1996, pp. 344-345, ISSN 1123-2714 (WC · ACNP).
  • Sergio Gervasini, Amiga Walker - La macchina che non arrivò mai, in Retro Computer, speciale n. 3, Cernusco sul Naviglio, Sprea, luglio/agosto 2025, pp. 100-103, ISSN 3034-8676 (WC · ACNP).

Collegamenti esterni

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  • (EN) The Amiga Walker Pages, su blachford.info. Sito dell'ex possessore di uno dei prototipi; contiene molte immagini.
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